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La manipolazione dei media da parte della Cina minaccia le libertà globali, così afferma un rapporto degli Stati Uniti

La Cina sta manipolando i media globali attraverso la censura, la raccolta di dati e gli acquisti segreti di agenzie di stampa straniere, secondo un nuovo rapporto degli Stati Uniti, il quale ha avvertito che questa tendenza potrebbe portare ad una forte contrazione della libertà di espressione globale.

Il rapporto, pubblicato recentemente, ha rilevato che Pechino ha speso miliardi di dollari all’anno per la manipolazione delle informazioni, anche acquisendo partecipazioni nei media stranieri attraverso “mezzi pubblici e non pubblici”, sponsorizzando influencer online e concludendo accordi di distribuzione che promuovono contenuti governativi cinesi non etichettati.

Pechino si è difesa dicendo che la dichiarazione ignora i fatti di base, scredita deliberatamente la Cina e distorce le relative politiche.

Il rapporto degli Stati Uniti si inserisce tra le polemiche in merito agli sforzi della Cina per espandere l’impronta globale dei suoi media controllati dal governo, soprattutto perché la competizione geopolitica tra Pechino e Washington si è intensificata.

I leader cinesi hanno cercato di combattere le immagini negative della Cina che ritengono esser state diffuse dai media mondiali, addirittura anche investendo in reti satellitari e servizi di televisione digitale nelle regioni in via di sviluppo che danno la priorità ai contenuti dei media sostenuti dallo stato cinese.

Al contrario, nonostante le risorse senza precedenti dedicate alla campagna, Pechino ha incontrato grandi battute d’arresto nei paesi democratici a causa del respingimento da parte dei media locali e della società civile.

Leggi l’articolo completo:

China’s manipulation of media threatens global freedoms, says US report – The Guardian

Immagine di copertina via DuckDuckGo

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