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I costi ambientali nascosti della Generative AI

Il profilo di edifici in una zona industriale con delle ciminiere accese che rilasciano fumi nel cielo.

Una valutazione suggerisce che ChatGPT, il chatbot creato da OpenAI, sta consumando l’energia di 33.000 case. Nel giro di pochi anni, i grandi sistemi di IA potrebbero aver bisogno di energia pari a interi paesi. Durante l’incontro annuale del World Economic Forum a Davos, in Svizzera, Altman ha avvertito che la prossima ondata di sistemi […]

Il lungotermismo: la filosofia della Silicon Valley

Il lungotermismo si concentra su progetti ambiziosi come la colonizzazione dello spazio o lo sviluppo di intelligenza artificiale avanzata, tende a favorire una ristretta élite che ha le risorse e le capacità per investire in queste iniziative a lungo termine. Questo crea una disparità dove il benessere e le prospettive future delle élite tecnologiche e finanziarie vengono valorizzati più delle esigenze immediate della maggior parte della popolazione mondiale.

Neuralink di Elon Musk: appello della comunità scientifica per maggiore trasparenza

Il progetto Neuralink punta a rivoluzionare la vita delle persone con gravi disabilità motorie, offrendo loro la possibilità di controllare dispositivi elettronici mediante il pensiero. Tuttavia, l’articolo dpone in risalto non solo l’entusiasmo suscitato da tale innovazione ma anche le serie preoccupazioni espresse dalla comunità scientifica, legate all’assenza di trasparenza.

Intelligenza Artificiale Biologica

L’articolo discute come l’intelligenza e la capacità di risolvere problemi non siano prerogative esclusive di organismi dotati di cervelli complessi, ampliando così la nostra comprensione dell’intelligenza stessa.

Tecnologia Cervello-Computer: la sfida tra Elon Musk e la Cina

L’articolo esplora la crescente competizione nel campo delle interfacce cervello-computer, mettendo a confronto gli sforzi di Neuralink, l’ambiziosa azienda di Elon Musk, e quelli della Cina. In questa corsa tecnologica l’obiettivo sembra essere quello di integrare la tecnologia degli smartphone direttamente nel cervello umano.

Intelligenza Artificiale e Equità Globale: Il monito della WHO per la Sanità nei Paesi Emergenti

La principale preoccupazione della WHO riguarda il rischio che lo sviluppo e l’impiego di queste tecnologie emergenti siano guidati esclusivamente dalle aziende tecnologiche dei paesi più ricchi. Ciò potrebbe portare a un ampliamento delle disuguaglianze e dei pregiudizi esistenti, soprattutto se i modelli AI non sono addestrati con dati che rappresentano in modo adeguato le popolazioni di regioni meno sviluppate.

La Gen AI in Sanità: “meno esaurimento, più soddisfazione”

L’articolo illustra come la Gen AI stia aprendo nuove strade nel settore sanitario, promettendo di rivoluzionare non solo le pratiche mediche, ma anche l’esperienza complessiva dei pazienti e dei professionisti, portando a un sistema sanitario più efficiente, efficace e centrato sulle persone.

L’AI può prevedere l’efficacia degli psicofarmaci?

L’articolo tratta l’efficacia degli algoritmi di intelligenza artificiale (AI) nel trattamento della schizofrenia. In particolare, si concentra su come questi algoritmi, progettati per personalizzare i trattamenti medici basandosi su grandi insiemi di dati, si comportano quando vengono applicati a nuovi dati non precedentemente analizzati.

L’AI intervista i pazienti

L’oggetto della ricerca è un sistema di AI, basato su un modello avanzato di linguaggio (LLM), progettato per condurre interviste mediche. Questo chatbot AI, denominato Articulate Medical Intelligence Explorer (AMIE), è stato sviluppato per interagire con pazienti simulati, raccogliere la loro storia medica e fornire possibili diagnosi.

Il sistema è stato addestrato utilizzando dialoghi sia reali sia simulati, con lo scopo di imitare le interazioni tra medico e paziente. Per testare l’efficacia di AMIE, sono stati organizzati incontri online, basati su interazioni testuali, con attori formati per impersonare pazienti affetti da varie condizioni mediche. Questi incontri sono stati confrontati con quelli condotti da medici umani, valutando l’accuratezza delle diagnosi e la qualità della conversazione.

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